
Checklist sito web: 15 controlli prima del lancio
“È pronto, possiamo metterlo online?”
Una delle domande che vengono fatte più spesso durante la progettazione di un sito web.
Un sito può sembrare finito all’apparenze ma ad un occhio più esperto possono saltare all’attenzione diverse problematiche che costano tempo, visibilità o clienti persi.
Grazie ai miei anni d’esperienza ho messo insieme una checklist pronta all’uso, che permetta a chiunque un’auto analisi del proprio sito prima di andare online.
Ho pensato di condividerla in quest’articolo così che, anche se ti stai affidando a un professionista, tu possa realmente verificare che tutto sia fatto.
Perché questa checklist ti serve davvero
Molte volte, navigando sui siti web, mi saltano all’occhio “errori” e dimenticanze che se vi affidate a un professionista, non dovrebbero succedere.
Roba che durante lo sviluppo non è prioritaria, e che poi resta lì, finché un cliente non riesce a compilare un form, o finché non ti accorgi che Google non ha mai indicizzato le tue pagine.
Il bello è che bastano 20-30 minuti per controllare tutto. Molto meno del tempo che ci si perde a sistemarle dopo, quando il sito è già online e magari qualcuno ci è già passato.
La checklist: 15 controlli prima del lancio
- Il sito è responsive su tutti i dispositivi?
Apri il sito da smartphone, tablet e computer. Controlla che testi, immagini e bottoni si adattino bene, senza elementi tagliati o sovrapposti. La maggior parte del traffico oggi arriva da mobile: se lì il sito non funziona, hai già perso metà del lavoro.
Ti consiglio un componente aggiuntvo di Chrome chiamato “Responsive Viewer” che ti permette in un click, di analizzare i diversi formati dal tuo desktop. - Velocità di caricamento testata?
Un sito lento scoraggia chi lo visita e penalizza il posizionamento su Google. Esistono strumenti gratuiti (come PageSpeed Insights) che in pochi secondi ti dicono dove intervenire, spesso basta comprimere le immagini.
PS: ovviamente questi strumenti non sono legge, a volte vige anche il buon senso. - SEO base: title, meta description e struttura H1-H2 su ogni pagina?
Ogni pagina dovrebbe avere un title univoco, una meta description che invita al click, e un solo titolo H1 seguito da una struttura di sottotitoli logica (H2, H3…). È la base per essere trovati su Google, ed è una delle cose più trascurate. - CTA chiare e visibili in ogni pagina principale?
Ogni pagina importante dovrebbe avere un’azione chiara da compiere: “Richiedi un preventivo”, “Prenota una call”, “Scrivimi”. Se chi arriva sul sito non sa cosa fare dopo aver letto, hai un problema — anche se il sito è bellissimo. - Form di contatto funzionanti e testati?
Questo è uno dei controlli più importanti e più spesso saltati. Compila tu stesso il form, come farebbe un cliente, e verifica che l’email arrivi davvero. Ho visto siti online per mesi con un form rotto e il proprietario che si chiedeva perché non arrivassero contatti. - Documenti legali tutti nella norma?
Oltre all’obbligo legale, è un elemento di fiducia per chi visita il sito. Verifica che la Privacy Policy e la Cookie Policy siano presenti, funzionanti, e che il banner cookie sia configurato correttamente, non solo presente, ma realmente operativo. Non dimenticare la P.Iva in calce sul footer. E se hai un ecommerce, verifica che tutte le pagine legali siano presenti e compilate (es. termini e condizioni, resi e rimborsi, note legali etc,) - Immagini ottimizzate (peso e testo alternativo)?
Immagini troppo pesanti sono una delle cause principali di lentezza. E il testo alternativo (alt text) non serve solo per l’accessibilità: aiuta anche Google a capire di cosa parla l’immagine, ed è un piccolo aiuto SEO che in pochi sfruttano. - Favicon e branding coerente con logo e palette?
La favicon è quella piccola icona che appare nella scheda del browser. Sembra un dettaglio, ma se manca o è sbagliata, il sito sembra “non finito” anche solo a livello inconscio. - Google Analytics o strumenti di tracciamento attivi?
Se non installi gli strumenti di analisi prima del lancio, perdi i dati di quelle prime settimane — spesso le più importanti per capire come arrivano le persone al sito. - Sito collegato a Google Search Console?
È lo strumento che ti dice come Google “vede” il tuo sito: se è indicizzato, se ci sono errori, quali parole chiave portano traffico. Collegarlo richiede pochi minuti e ti evita di scoprire problemi settimane dopo. - Social link funzionanti e aggiornati?
Controlla che ogni icona social nel footer o nell’header porti davvero al profilo giusto — e che quel profilo sia attivo. Un link che porta a un account abbandonato è peggio che non averlo. - Rilettura finale dei testi (errori, refusi, coerenza del tono)?
Un errore di battitura non rovina un sito, ma più ce ne sono, più danno l’impressione di poca cura. Vale anche per la coerenza: se in una pagina dai del “tu” e in un’altra del “lei”, il lettore lo nota, anche senza saperlo definire. - Backup configurato?
Prima di andare online, assicurati che ci sia un sistema di backup automatico attivo. Non è un controllo che eviti un problema visibile oggi, ma può salvarti da una giornata pessima il giorno che qualcosa va storto. - Certificato SSL attivo (https)?
Senza https, i browser mostrano avvisi di “sito non sicuro” — cosa che allontana immediatamente i visitatori, oltre a penalizzare il posizionamento su Google. Oggi è uno standard, non un’opzione. - Test su browser diversi?
Quello che vedi tu su Chrome potrebbe non essere quello che vede un visitatore su Safari o Edge. Una rapida verifica su 2-3 browser diversi evita brutte sorprese, specialmente con elementi grafici o animazioni.
Cosa fare se trovi qualcosa che non va?
Niente panico. È normale che dalla checklist emerga qualcosa, succede quasi sempre, anche nei progetti più curati.
L’importante è non lanciare il sito sapendo che qualcosa non funziona, sperando di “sistemarlo dopo”. Il dopo, nella maggior parte dei casi, non arriva. E nel frattempo il sito è online, qualcuno lo visita, e l’impressione che si porta via è quella di un lavoro lasciato a metà.
Meglio rimandare il lancio di un giorno e farlo bene, che andare online e dover rincorrere i problemi mentre i primi visitatori arrivano.
Conclusione
Un sito web non è “pronto” quando è bello da vedere. È pronto quando funziona per chi lo visita, per chi deve contattarti, e per Google che deve trovarlo.
Questa checklist non è un elenco di cose difficili. È un elenco di cose facili da dimenticare. E sono proprio quelle che, una volta online, costano più tempo a sistemare di quanto ne richiedano a controllare prima.
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